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18 giugno 2026

Nel Dl Giustizia mancano risorse per far funzionare sistema, da ministero posizioni non univoche

ROMA, 18 giugno - "Le misure previste dal decreto Giustizia scontano un problema centrale: la mancanza di risorse sufficienti. Paghiamo i tagli che il Governo ha operato in questi anni e ha nuovamente operato in legge di Bilancio alla vigilia del referendum pochi mesi fa. Sono stati sottratti 130 milioni di euro al sistema giustizia, e questo significa che ora nessun intervento concreto può venire realizzato per colmare i vastissimi vuoti di organico per il personale amministrativo. Senza risorse adeguate a colmare i vuoti di organico del personale amministrativo non vi è possibilità di fornire ai cittadini un servizio realmente efficiente". Lo afferma la Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati in una nota.

"Anche sull’Ufficio per il processo le risposte non sono sufficienti: serve stabilizzare tutti i precari e serve che gli addetti all’Ufficio per il processo siano a supporto della giurisdizione. Le dichiarazioni rese nell’ultimo periodo dai vertici del Ministero non appaiono univoche e suscitano fondate perplessità in ordine alla effettiva volontà di preservare la natura dell’ufficio del processo quale struttura di supporto alla giurisdizione, rispettando la sua originaria vocazione, l’unica realmente conforme alla legislazione vigente, che ha già dimostrato di saper raggiungere indiscutibili risultati in termini di smaltimento dell’arretrato e di riduzione dei tempi del processo", conclude l'Anm.



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